SU TEMPIESU: IL TEMPIO NURAGICO DELLE ACQUE

Situata in una meravigliosa valle selvaggia presso il paesino sardo di Orune, una delle più suggestive manifestazioni del culto nuragico delle acque: ecco a voi il monumento de “Su Tempiesu”

il culto delle acque

Su Tempiesu è un tempio a pozzo, e quindi legato al mondo sotterraneo delle acque, mondo tanto venerato dagli antichi sardi. Con la diffusione della civiltà nuragica – tra il XVII e VII sec. a.C. – vennero infatti costruiti in tutta l’isola numerosi monumenti dedicati alla divinità delle acque. Per gli antichi sardi l’acqua non solo aveva delle proprietà miracolose, ma rappresentava anche la legge universale della giustizia, un tribunale tra il naturale e il divino che poteva rendere cieco se colpevole un accusato di furto. La religiosità dei sardi verso il culto delle acque trovava forma nei templi a pozzo, nelle fonti e nei tempi a megaron che oggi riaffiorano dall’antichità grazie al lavoro degli archeologi.

La scoperta

Il tempietto si trova in una piccola valle fra due ripide pareti di roccia da dove è stata incanalata l’acqua che alimenta il pozzo. La scoperta del tempio a pozzo è del tutto casuale e risale al 1953 quando la famiglia proprietaria del terreno, i Sanna, durante dei lavori di terrazzamento per la costruzione di un piccolo orto, notarono dei conci di basalto affiorare dal terreno.

Il primo intervento archeologico venne fatto da Gian Godeval Davoli, archeologo di Orune, allievo del famoso Giovanni Lilliu, maestro di gran parte dei archeologi sardi del periodo e padre dell’archeologia nuragica che nel 1958 pubblicò i risultati dello scavo.

Ma soltanto nel 1981 i lavori di scavo e restauro ripresero sotto la direzione della Soprintendenza di Sassari e Nuoro, lavori durati fino al 1986.

Descrizione

Il tempietto è costruito in opera isodoma con rocce vulcaniche come basalto e trachite, probabilmente trasportate da lontano in quanto nella zona sono presenti solamente graniti e scisti.

Il tempio a pozzo ha un vestibolo rettangolare con un pavimento in leggera pendenza fatto di grandi lastre di trachite. Ai lati sono disposte due panchine, mentre nelle parati si aprono due nicchie ( una per parte ). Il vestibolo è coperto da due archetti monolitici, inseriti come elementi decorativi. Dall’atrio parte una piccola scala trapezoidale composta da quattro piccoli gradini. Alla base della scala si innesta la piccola tholos che raccoglio e custodisce lo sbocco sorgivo. L’acqua è sempre pulitissima e limpidissima per via di una fossetta di decantazione situata alla base del pozzo, che funge da filtro raccogliendo le impurità. Le acque traboccano prima in un solco, arrivano ad una conca sottostante che le convoglia in un canaletto tracciato sul lastricato del vestibolo. Una copertura a doppio spiovente con doppia gronda ricopre il monumento. La facciata, in origine elevata per sette metri, presenta un timpano a triangolo acuto, messo in risalto da una doppia cornice che alla base termina con un angolo ottuso.

L’area antistante al tempietto a pozzo è delimitato da un muro curvilineo molto irregolare, costruito con blocchi di trachite e successivamente integrato con lastre di scisto. Alla base di questo recinto esterno è stato rivenuto un pozzetto di raccolta delle acque del pozzo maggiore, riprodotto in scala più piccola, nella forma e nella tecnica costruttiva. Sul fondo una fossetta analoga a quella presente nel pozzo maggiore funge da filtro dell’acqua. Il pozzetto conteneva numerose offerte votive in bronzo: spilloni, stiletti, amuleti, bracciali, anelli e collane. Più suggestivi i bronzetti di guerrieri e uomini con mantello e bastone, pugnali e spade votive.

Lo scavo ha consentito la determinazione di tre distinte fasi edilizie del complesso de “Su Tempiesu”, a partire dalle fasi finali del bronzo recente fino alla prima età del ferro, tra XIII e IX sec a.C.

Come raggiungere “Su Tempiesu”

Da Cagliari-Sassari-Olbia, lungo la SS 131bis in direzione Nuoro, vi sono due possibilità:

  1. Uscita diretta per Orune, poi sp51 ( 12km)
  2. Uscita per Nuoro, poi innesto per la SS 389 Bitti-Orune ( 25km)

Dal centro ricettivo si arriva al monumento seguendo un originale percorso naturalistico di 800 mt.

Conclusione

Un luogo sacro di pagana innocenza; un mondo dove il naturale e il divino si mescolano spontaneamente dando vita ad uno dei monumenti sardi più suggestivi e profondi. 

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Pubblicato il settembre 26, 2011, in Storia Antica, Uncategorized con tag , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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